STELLA JEAN

RedMilk ha incontrato Stella Jean, stilista con origini italo-haitiane, scoprendo il suo mondo energico e colorato. Le sue creazioni sono il risultato dell'incontro di diverse culture, il racconto di luoghi lontani, storie uniche e volti diversi

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Le tue collezioni sono un incontro di culture: cultura Occidentale e cultura caraibica e africana. Come riesci ogni stagione a re-inventarti?
Aggiungendo tappe ad un viaggio che oltre alla geografia cartografica, tocchi quella emozionale.

Come ti lasci conquistare dalle diverse culture del mondo?
Lasciando che le stesse si raccontino. C’è più storia e mistero tra la trama e l’ordito di un tessuto che fa parte di una cultura, piuttosto che sui suoi libri di testo.

Per l’edizione 2013 di AltaRoma hai partecipato al progetto di social responsability Ethical Fashion. Puoi raccontarci com’è stata la tua esperienza personale?
Ho avuto l’onore di poter interpretare, attraverso il mio sentire e la mia particolare visione, la stoffa centenaria e unica del Burkina Faso. Simone Cipriani (funzionario ONU a capo dell’ITC Ethical Fashion Project n.d.r.) mi ha dato la possibilità di scoprire un tesoro di artigianalità senza pari.

Per questo progetto sei andata in Africa con Simonetta Gianfelici che ti ha scelto per avere un confronto con le donne africane che lavorano con i tessuti. Che cosa sei riuscita a cogliere attraverso i loro occhi?
La dignità di donne che salvaguardano il loro patrimonio culturale in prima persona, per garantire un futuro ai figli basato su tradizione e territorio: questo spiega e conferma l’etimologia del nome Burkina Faso alla perfezione, “terra degli uomini integri”.

Quando fai un viaggio alla ricerca di idee e ispirazioni, che cosa ti piacerebbe portare nella tua valigia al tuo ritorno?

I ricordi che porto con me rimangono attaccati ai miei occhi, alle mie orecchie, al mio gusto; un’esperienza di natura totalmente empirica.

Un viaggio che ti è rimasto nel cuore?

Tutti, ed è per questo che i miei racconti continuano e si evolvono a ogni stagione, grazie a nuovi elementi e a nuove ispirazioni.

Un pregio e un difetto delle tue due culture di appartenenza?
Entrambe sono contraddistinte da una grande caoticità che sfuma in una grande generosità.

Guardando le tue collezioni si intuisce che lavori divertendoti e che ti diverti lavorando. È forse questo il segreto per il successo?
È il mio modo istintivo di lavorare, ma non penso sia un segreto.

Sei stata selezionata da Giorgio Armani per sfilare nel suo teatro durante la fashion week di Milano SS14. Cos’è avvenuto nella tua testa quando hai ricevuto la notizia?
Una vertigine indescrivibile.

Quale sarà il tuo prossimo viaggio?
Non pianifico mai con largo anticipo.

Un luogo dove innamorarsi?
Ovunque ci sia la persona giusta… renderà il posto unico.

Qual è l’ultima cosa che fai prima di concludere la tua giornata lavorativa?
Parlo e condivido l’esperienza con le persone con cui lavoro. Per me la comunicazione non è soltanto un fine ma anche una necessità nella fase creativa.

Hai due figli, quale insegnamento vorresti lasciargli?
Di non lasciarsi scappare nessuna delle meraviglie che ogni singola giornata porta con sé; la capacità di stupirsi spogliandosi di preconcetti convenzionali rende vivi.