FABIO NOVEMBRE

QUESTA SETTIMANA CANDELA NOVEMBRE TORNA CON IL SUO APPUNTAMENTO DEL GIOVEDÌ IN VERSIONE FAMILIARE NEL VERO SENSO DEL TERMINE. HA INFATTI INCONTRATO PER REDMILK L’ARCHITETTO E DESIGNER FABIO NOVEMBRE CHE TRA LE TANTE COSE È ANCHE SUO MARITO E PADRE DELLE PICCOLE CELESTE E VERDE

Qual è la prima cosa che fai quando ti svegli?
Amore,lo sai meglio di me: cerco di svegliarmi! Al contrario di te, io mi sveglio lentamente. Lotto contro me stesso per farlo.

L’ultimo acquisto che hai fatto?
L’ultimo acquisto che ho fatto o meglio che sto per fare è un mio ritratto realizzato dal nostro amico Giorgio Baldessin, in arte No Curves. All’inaugurazione della sua meravigliosa mostra all’Avantgarden Gallery di Milano lo ha esposto senza dirmelo, è stata una sorpresa per me e per buon augurio lo compro.

Che cosa fa arrabbiare Fabio?
L’unica che riesce a far arrabbiare Fabio è Candela.

Che cosa rende felice Fabio?
A rendere felice Fabio bastano Candela e le nostre bambine: Verde e Celeste.

Una colonna sonora che per te rappresenta il Salone del Mobile…
Amo la musica italiana per un semplice motivo: la canto, capisco bene le parole, faccio i cori, cerco di insegnarla alle bambine… In questo momento sceglierei un pezzo di Lorenzo (Jovanotti), si avvicina il suo tour negli stadi e ascolto le canzoni nuove.

Le idee arrivano o le vai a cercare?
Per la verità sono loro che cercano me, io devo semplicemente cercare di non nascondermi. Spesso mi vengono in mente immagini così, dal nulla, mi saltano addosso e io devo soltanto stare fermo.

Come e quando è nata l’idea di Lapsus?
Lapsus è il risultato di un progressivo avvicinamento al mondo di Freud. Ci stavo lavorando da un po’, sono rimasto impressionato da alcune foto del suo celebre lettino viste su internet. Chissà perché mi aspettavo una cosa molto più fredda, astratta e, invece, vedere una specie di triclinio romano ricoperto di tappeti persiani mi ha molto avvicinato a lui. Ho visto una cosa che avrei fatto io, stratificata, macchiata (nel senso bello della parola), molto trasversale e allora ho iniziato a ripensarlo.

Attraverso l’esperienza di Lapsus, hai rappresentato una donna per tre ore. Se tu potessi cambiare sesso, chi vorresti diventare?
Vorrei essere te ma sono troppo poco serio per poterlo fare.

Qual è il cibo che ti rappresenta?
Fave e cicorie.

Fatti una domanda e datti una risposta!
Come mi chiamo? Io non mi chiamo mai.

Come spiegheresti il tuo lavoro a un bambino?
Verde, Celeste, il vostro papà si diverte e fa divertire.

Facciamo un gioco: tu non sei Fabio Novembre. Quale designer o architetto ti sarebbe piaciuto essere?
Più di uno: Carlo Mollino, Ettore Sottsass e Alessandro Mendini. Sono i miei padri.

Il pezzo di design o di architettura esistente che ti sarebbe piaciuto disegnare?
Ho sempre pensato che la Panton Chair fosse l’oggetto perfetto, la conchiglia dell’uomo, ed è stato un limite fino a quando non ho disegnato io stesso la sua evoluzione: umanizzandola. Ogni volta che mi imbatto nella “perfezione” non cerco di superarla ma almeno di aggiornarla rispetto al mio tempo, di accordarla rispetto alla mia sensibilità.

Ti regalo una bacchetta magica, cosa ti piacerebbe disegnare o creare?
Vorrei dare una casa a chi non ce l’ha. Riascoltavo ieri una conferenza dell’amico Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, in cui spiegava come il 20% della popolazione del nostro pianeta possieda l’80% delle risorse. Se avessi la bacchetta magica mi piacerebbe portare tutto al 50 e 50, e poi lo sai, sono della bilancia…

Cosa non indosseresti mai?
Credo il tanga, lo trovo un indumento estremamente scomodo. Se fossi una donna piuttosto che usarlo andrei nuda.