DELFINA DELETTREZ

Fashion and design are part of your DNA. You have a family tradition behind you. How did you understand that creating jewelry was your passion? Which inherited elements have you carried with you and which are the innovations you have introduced?
“I have never been fascinated by jewels, I was more interested in the stories hidden behind each piece I was observing. I have always been curious about the power of stones and the transformation of metal.

I saw the art of the goldsmith as something sacred, but too serious and traditionalistic. My approach was natural, so I began to design pieces for myself that I had always dreamed of having but couldn’t find; I wanted something different. Then this creative outlet turned into a need to express myself, and into a job. I have definitely inherited an obsession with detail, a love of Made in Italy, of handmade things and consequently of unique pieces. I work according to ancient goldsmith techniques but I revise them, I experiment with matching non-conventional and traditional materials, creating a mix of organic and artificial. I love to have an element of surprise!”

What is beauty for you?
“Everything that makes me feel good. I often manage to find it in the most unimaginable things”.

You have lived in Rio, Paris and Rome. You are a citizen of the world, but in the end you chose Italy. If you had to find an adjective for each of these cities which is tied to your memories, which one would it be? Which influences and attractions from your experiences abroad are reflected in your creations?
“From Rio I brought the wild spirit of my childhood, a love of violent Nature and acidic colours, a fascination with insects, a tendency to adventures. From Rome the warmth of my family and a love of traditions. From Paris maybe a bit of a snobbish attitude!”

Your jewels become talismans, fetishes to be associated with personal experiences and lucky charms. Are you superstitious? And if so, in what way?
“I am, with stones. I often associate the bad luck of the moment with the ring I am wearing, and the fact of being able to change it helps me to free myself from negativity, and to have a more positive spirit”.

An explosive rock soul emanates from your jewels. What ties do you have with music? Do you like to listen to it when you create? What kind of music do you listen to?
“I live with music constantly in the background. Listening to it while I am walking helps me to find a rhythm. I choose it with a lot of care so that it corresponds to my frame of mind: if I am melancholic I will never listen to Bob Marley to lift my spirits, but to something which will immerse me even more into melancholy, or vice-versa. I like to exasperate my emotions and my frame of mind!”

Your creations seem perfect for a film; have you ever set up any collaborations? If you were to do so, which film director would you like to collaborate with?
“In Luca Guadagnino’s film I am Love, Alba Rohrwacher and Marisa Berenson wore my jewels. I created a necklace for Alba with blue eyes and gold tears with diamonds”.

Among your sources of inspiration we note Giorgio De Chirico. Is there a contemporary artist from whom you draw inspiration?
“There isn’t one in particular, I always pay attention to new movements. I like to look around and to be inspired from what I find of interest”.

You use a wide range of materials, including unusual ones (from gold to Carrara marble and Capodimonte ceramics). Is there one that fascinates you more than the others?
“Marble: it is so hard and yet fragile at the same time. You cannot make mistakes with this kind of material: making a mistake means having to start all over again”.

Your boutique is in one of the most beautiful streets in the centre of Rome, will you be opening up in other cities?
“When I am travelling around the world I am definitely always looking for a space to inspire me: another “via del Governo Vecchio”! A boutique in a street with little independent and experimental shops. What I am sure of is that it will be in Europe!”

You are very young and already a mother, what is the next dream you would like to see come true?
“I don’t like to tempt fate… At my young age I have realised many dreams. I can say I still have a long time ahead of me to achieve the next one. At the moment, rather than dreams, I have projects I am working on, but it is too soon to reveal them.

Photo: Micol Sabbadini

Moda e design fanno parte del tuo dna. Una tradizione di famiglia alle spalle. Come hai capito che creare gioielli era la tua passione? Quali elementi ereditati hai portato con te e quali invece le innovazioni apportate?
Non sono mai stata affascinata dai gioielli, mi interessavo più alle storie nascoste dietro ogni pezzo che osservavo, mi ha sempre incuriosita la forza delle pietre, la trasformazione del metallo.

Vedevo l’arte orafa come qualcosa di sacro, ma troppo serio e tradizionalista. L’approccio è stato naturale, ho iniziato a disegnare per me pezzi che avevo sempre sognato di possedere ma che non riuscivo a trovare, avevo voglia di qualcosa di diverso. Poi questo sfogo creativo si è trasformato in necessità di espressione e in un lavoro. Ho sicuramente ereditato l’ossessione per il dettaglio, l’amore per il made in Italy, per il fatto a mano e quindi per il pezzo unico. Lavoro secondo le antiche tecniche orafe rielaborandole, sperimentando l’accostamento di materiali non convenzionali e tradizionali, creando un mix tra organico e artificiale. Adoro gli elementi di sorpresa!

Che cos’è per te la bellezza?
Tutto quello che mi fa sentire bene. Riesco spesso a trovarla nelle cose pIù impensabili.

Hai vissuto a Rio, Parigi e Roma. Cittadina del mondo, ma alla fine hai scelto l’Italia. Se dovessi dare un aggettivo a ognuna di queste città, legato ai tuoi ricordi, quale sarebbe? Quali influenze e magnetismi delle esperienze all’estero si riflettono nelle tue creazioni?
Di Rio conservo l’animo selvaggio della mia infanzia, l’amore per la natura violenta, i colori acidi, la fascinazione per gli insetti e la tendenza all’avventura. Di Roma il calore della famiglia e l’amore per le tradizioni. Di Parigi forse un po’ di snobismo!

I tuoi gioielli diventano talismani, feticci da associare a esperienze personali e portafortuna. Sei superstiziosa? Se si, in che modo?
Lo sono con le pietre. Spesso associo la sfortuna del momento all’anello che porto al dito e il fatto di poterlo cambiare mi aiuta a liberarmi dalla negatività e ad avere uno spirito più positivo.

Dai tuoi gioielli traspare una dirompente anima rock. Che legame hai con la musica? Ti piace ascoltarla quando crei? Che genere ascolti?
Vivo con la musica sempre in sottofondo. Camminare ascoltandola mi aiuta a trovare un ritmo. La scelgo con molta cura in corrispondenza al mio stato d’animo: se sono malinconica non ascolterei mai Bob Marley per tirarmi su, ma qualcosa che mi faccia entrare ancora di più nella malinconia e viceversa. Mi piace esasperare le mie emozioni e i miei stati d’animo!

Le tue creazioni sembrano perfette per un film, hai mai fatto delle collaborazioni? Eventualmente con quale regista ti piacerebbe collaborare?
In Io sono l’Amore Alba Rohrwacher e Marisa Berenson indossano i miei gioielli. Per Alba ho creato una collana con occhi azzurri e lacrime d’oro con diamanti.

Tra le tue fonti d’ispirazione si nota Giorgio De Chirico. C’è qualche artista contemporaneo a cui ti ispiri?
Non ce n’è uno in particolare, sono sempre attenta ai nuovi movimenti. Mi piace guardarmi intorno e lasciarmi ispirare da quello che trovo interessante.

Utilizzi una vasta gamma di materiali, anche insoliti, (oro, marmo di Carrara, ceramica di Capodimonte), qualcuno ti affascina più degli altri?
Il marmo appunto, così duro e fragile allo stesso tempo. Non sono permessi errori con un materiale di questo tipo: sbagliare significa dover ricominciare tutto da capo.

La tua boutique è in una delle strade più belle del centro di Roma. Aprirai anche in altre città?
Sicuramente, quando viaggio sono sempre alla ricerca di uno spazio che m’ispiri: cerco Via del Governo Vecchio in giro per il mondo! Una boutique in una strada in cui ci siano piccoli negozi indipendenti e di ricerca. Quello di cui sono sicura è che sarà in Europa!

Giovanissima e già mamma, qual è il prossimo sogno che vorresti vedere realizzato?
Sono scaramantica e alla mia giovane età ne ho realizzati parecchi; posso dire di avere ancora molto tempo davanti per vedere realizzato il prossimo. Ora, più che sogni, ho progetti a cui sto lavorando, ma è troppo presto per rivelarli!

Foto: Micol Sabbadini